Il primo che si è buttato nella mischia è il nostro Drago, con i suoi amati vicoli, direi che il suo è un buon esercizio, uscire la mattina presto senza tanta gente e magari con piazze libere da banchetti e divertirsi a immortalare il passo dei pochi avventori nel posto giusto del fotogramma, quindi rapida elaborazione in un rassicurante bianco nero completato da una cornice bianca che oramai è il suo marchio di fabbrica.

Aldo invece ci ha proposto alcune foto di Matera, da un suo viaggio di fine estate dello scorso anno.

Una buona progressione ci ha avvicinato alla città partendo da una strada sterrata, per poi arrivare ad alcuni scorci ben realizzati. Fortunatamente non erano presenti molti turisti, anzi le poche figure umane completavano l’ambientazione.

DVD invece prosegue imperterrito con centinaia di ore di volo del suo drone che gli regalano immagini suggestive delle aree dismesse dell’ex Ilva di Sestri, dando sfogo alla sua predisposizione alla foto architettonica e nello stesso tempo di archeologia industriale.

Abbiamo in particolare apprezzato alcuni scatti particolarmente felici con rigorose composizioni in edifici testimonianze silenziose di un’epoca lavorativa, economica e sociale ben diversa dall’attuale.

Poi noi possiamo anche in qualche modo godere di tali immagini, certo che Comunque non parliamo di pochi metri quadrati, ma di superfici grandi quanto piccoli paesi, oramai completamente avulse dal tessuto urbano, veri monumenti del passato.

Quindi GPC ci ha portato alcune stampe prodotte da vecchi negativi scansionati ed elaborati, degli a4 di un elegante bianco nero delle sue (infinite) serie dedicate al ballo in ogni sua forma ed espressione.

Invece Max ci ha proposto la lettura di un fotografo giovane ma affermato Ethan James Green, esecutore delle foto del calendario Pirelli 2025, con le foto del suo primo libro, Yung New York, ritratti di varia umanità che Potete apprezzare entrando nel suo sito.

Alcuni lo hanno definito erede di Diane Arbus, ma personalmente direi proprio di no, per quanto questo primo libro sia notevole.

A confronto abbiamo elaborato che il calendario Pirelli, pur nella sua professionalità, non raggiunga quell’intensità espressività dei primi ritratti di perfetti sconosciuti, in ogni caso un ottimo stimolo alla discussione.