Manuela e Giuse la prendono molto sul serio.
Se in assemblea abbiamo parlato di programmare un anno di attività più intenso rispetto agli ultimi tempi, la coppia MG (una macchina da guerra) ha subito dato disponibilità per mettersi in gioco condividendo una tecnica digitale non banale e che richiede una discreta organizzazione a partire da un progetto e a proseguire con un flusso di lavoro che richiede molto controllo in ogni fase.
E dunque si sono proposti per venerdì scorso.

E all’ora prestabilita li ho visti entrare con
-Mac da collegare al proiettore
-libri
-stampe
– e un paio di vassoi da pasticceria di ndd (natura da diagnosticare!)

Ci è voluto un po’ a iniziare; sto notando quanto i nostri incontri del venerdì stiano ritornando fitti di chiacchiere, sia nel pre che nel post serata, e non posso che allietarmi di questo; un grazie a tutti di dare alla serata una buona componente di spensieratezza e di spirito.
Ma venendo a noi, anzi a MG, installato il computer e dopo una specie di vaga presentazione da parte mia, eccoli iniziare con una foto di base, Tour Eiffel di notte, con luci sparate e ombre prive di dettaglio, ecco il primo limite della foto notturna, il sensore non cattura tutte le sfumature per i suoi limiti fisici di mancanza di dinamica, ma  ecco in aiuto una tecnica che si avvale di numerose esposizioni calibrate alcune sulle luci ed altre sulle ombre.
Ma ancora prima eccoli a motivare il loro accostamento a questa tecnica.
Si tratta dunque di riprese mediamente notturne o crepuscolari di panorami o scorci, normalmente senza persone visibili, e al massimo le strisce colorate delle macchine, e quindi con uscite serali, col buio, magari in questa stagione ancora fredda in cui le strade sono vuote dal passeggio, mentre in estate, oltre a far buio tardi, si sta molto più all’aperto.
Ogni ripresa richiede preparazione, scegliendo il punto di ripresa e inquadratura, magari con una visita preventiva di giorno, raggiungere il luogo del misfatto, usare un serio cavalletto, fotocamera con un obiettivo adeguato, e settare la fotocamera escludendo autofocus e stabilizzatori, inquadrare accuratamente e iniziare scattando con varie coppie tempo/diaframma.
Ci hanno dato anche indicazioni su eventuali panoramiche, e varianti rispetto al come ottenere alcuni particolari in movimento o la gestione del fuoco con primi piani che superano la profondità di campo.
Non ultimo in questo approccio nella metodica di acquisizione delle immagini, un senso contemplativo, un momento allungato di vicinanza con il soggetto che libera la mente, qualcosa di molto vicino alla meditazione.
Un vero mini corso facendoci partecipi sia delle tecniche apprese in workshop a cui hanno partecipato, sia della loro esperienza sul campo, una miniera.
Quindi abbiamo anche gustato le 2 proiezioni preparate da Giuse, con una carrellata delle loro immagini.
Da foto di viaggio, che sia New York, Islanda, o semplicemente Genova, rivista con uno sguardo nuovo, riscoprendo luoghi noti reinterpretati da questa tecnica, offrendo luci e sfumature completamente sconosciuti, un bagno di novità.
Vedere l’immagine di partenza, scattata secondo le indicazioni dell’esposimetro ci restituisce una foto diciamo reale, con valori di luminanza delle varie zone a cui siamo percettivamente abituati, ma poi la magia dell’elaborazione trasforma le ombre e le luci con equilibri completamente interpretati, e con una estensione tonale raffinata e un’atmosfera un po’ straniante ma affascinante.
Ovviamente non sono mancate indicazioni di software  tipo Photomatix e passaggi con Photoshop per arrivare al loro risultato, certo indicazioni di massima, che richiederebbero un approfondimento, ma di sicuro troppo lunghe per una serata da circolo, e quindi la giusta scelta di introdurre ma non tediare e mantenendo un buon livello di comprensione del flusso elaborativo.
Quindi a termine e della presentazione abbiamo visto qualche libro autoprodotto, che purtroppo ho solo intravisto, ma di cui ho colto la ottima qualità, sia di immagini, sia di editing, sia di stampa, con una ottima fruizione anche se a doppia pagina.
Anche le stampe erano impeccabili, e di formato generoso.
Quindi non paghi i nostri amici MG hanno pure distribuito a tutti noi un vademecum sulle esposizioni e settaggi della fotocamera in un pratico cartoncino plastificato, e qualche dispensa, insomma una serata piena.
Serata terminata con tanti meritati ringraziamenti e l’assaggio di ottime bugie, a chiusura di un momento per me veramente lieto ed istruttivo.
Nel chiacchiericcio post serata ho anche percepito un notevole interesse suscitato da questa presentazione e dunque ho chiesto a Manuela e Giuse una eventuale disponibilità a fare qualche uscita di gruppo
E il luogo migliore per iniziare potrebbe essere il porto antico.