Foto ce n’era abbastanza da discutere, e alla fine con la varietà dei vari approcci alla foto con lo strumento smartphone; non sono mancate belle immagini, considerando che con una ristretta scelta a 3 foto non era consentito portare qualcosa di più articolato.
Siamo addirittura arrivati a una sorta di autoanalisi con 3 selfie introspettivi (bravo DVD!)
Ma poi immagini che potevano venire da una fotocamera seria (vedi Rosanna e Drago) oppure appunti di viaggio (vedi Gabry), o immagini che mai avrebbero scomodato uno strumento serio come i trititramonti (vedi GPC), o ancora i 3 momenti che hanno scandito un anno di vita tra inizio, metà e fine anno (il sottoscritto) o immagini lasciate in una cartella nascosta dalla madre ai figli che vogliono il controllo dei loro media (vedi Manu) o chi il cellulare non lo usa per foto sue ma solo per lavoro e porta quel che ha (grazie Giuse), sperimenti ( Pier), il marito (Paola), foto normali (GK), mandarle via mail, ma neppure esserci pur avendo proposto foto pulite e carine (Ilaria!), improbabili personaggi in cerca d’autore (Beppe) e la propria squadra (entusiasmo per un vessillo blucerchiato: Panaz) e ancora il 36 per il mondo (Aldo) e di sicuro me ne sono dimenticati alcuni per cui faccio subito ammenda e mi prostro.
Per poi arrivare in 2ª serata a 2 proposte di GK, che non poteva sopportare di aver portato foto normali.
La prima un divertissement da una semplice vestizione, trasformata in un balletto, carinissima.
La seconda invece proveniente dalle uscite per paesi disabitati del 2017, e qualche interno ancora arredato, con vecchie immagini alle pareti, che magicamente diventano protagoniste, prende vita in una storia antica e misteriosa, una canzone malinconica a commento sonoro ha scandito il reiterare delle figure fissate su carta vecchia, quadri sbilenchi, che all’improvviso si animano ed escono dal loro sarcofago sotto vetro e tornano ad abitare come fantasmi questo luogo desolato.
Pochi minuti di improvvisa emozione.
Grazie GK
Ancora Linea di Costa, con una sessantina di foto su Pegli, con immagini selezionate a maglia larga che un po’ danno un’idea di questo angolo di Genova, e volendo ci sarebbe ancora spazio per le ultime foto di luoghi non ripresi.